Che cos’è il bullismo?
Il bullismo è un comportamento aggressivo che si verifica nel gruppo dei pari in età scolare.

Quali sono le caratteristiche del bullismo?
Il bullismo ha caratteristiche distintive e peculiari:
1. L’aggressività è intenzionale ed è volta a creare un danno.
2. Si manifesta in modo diretto o indiretto. Le manifestazioni dirette di bullismo consistono in aggressioni fisiche o verbali, mentre quelle indirette comprendono: isolamento, prevaricazione, pettegolezzo, calunnie, esclusione intenzionale dal gruppo, minacce, offese personali che distruggono l’autostima.
3. I comportamenti sono sistematici e possono durare mesi ed anni.
4. È una relazione asimmetrica incentrata sul potere. Il bullo è più forte e la vittima è più debole. Il bullo comanda e la vittima subisce ed è incapace a reagire in modo adeguato.

Ci sono ruoli sociali ed emozioni?
Sì.
– Il bullo prova scarsa empatia verso la vittima. È orientato alla violenza e prova piacere nel dominare l’altro. Il bullo spesso è coadiuvato da gregari e sostenitori. Essi supportano e sostengo il bullo nei suoi atti vessatori e aggressivi.

– La vittima prova scarsa autostima. Vive nell’isolamento. È costernato dal dolore, dalla paura e dalla tristezza. In linea generale è possibile parlare di vittime passive e vittime provocatrici. Le prime non reagiscono, mentre le seconde reagiscono con rabbia ma in modo inefficace.

– Gli altri membri del gruppo assumono generalmente posizioni più neutrali, anche se sono a conoscenza dei fatti.

Gli atteggiamenti dei bulli non sono un gioco, non sono “scherzi innocenti”, non sono un modo come un altro per “divertirsi”, non sono delle fasi di vita o di crescita.
Insegnanti e genitori hanno il compito di vigilare, monitorare ed educare. Non possono essere complici, ossia dei coprotagonisti ignari.

È necessario educare, tutti i membri del gruppo, ad un’affettività consapevole in cui l’altro non è un oggetto bensì un essere umano capace pensare, di provare emozioni e sentimenti. Un bambino felice sa vivere bene con se stesso e con gli altri. È capace di gioire e di sorridere. Sa vivere il dolore, l’amarezza, il disgusto, la rabbia. Sa raccontare e raccontarsi tutto ciò che avviene nel suo corpo quando arriva l’emozione. Un bambino felice sa amare se stesso e gli altri. Forse la domanda più importante da porre ad un bambino è: “Cosa hai provato oggi a scuola? Quali emozioni hai vissuto? Dove le hai sentite? Cosa hai fatto e cosa hai sentito quando l’emozione è venuta a cercarti? In che modo posso aiutarti a stare meglio?” . 

Giochiamo: io sono il bullo e tu la mia vittima.

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