Non importa quante parole sono state dette o quanti silenzi sono stati taciuti, rimane l’intercapedine indistinto delle cose lasciate a metà, scivolate via. Sgusciate su superfici lisce che hanno cancellato abitudini e orari.  

Siamo scivolati, ognuno dentro un proprio deserto, dentro una solitudine amica dal sorriso apparentemente pericoloso. Ci ammicca con il suo sguardo, ci prende per mano, mentre i nostri occhi languiscono un contatto. Ci guardiamo intorno affamati ed affranti, cerchiamo gli altri e noi stessi per sussurraci chi siamo. Intanto ogni cosa è mutata in brevissimo tempo, come se tutti insieme fossimo finiti sotto un potente incantesimo, ci siamo addormentati per non sentire il timore dei latrati del virus che in sottofondo ancora mormora. 

Ora inizia la fase due, quella degli addii detti e lasciati, quella in cui ci accorgiamo che niente sarà più come prima. Adesso c’è un punto zero da cui partire e patire. Sì, è la fase più ardua perché alla confusone si è aggiunta la stanchezza. Siamo stanchi nel sentire le mura che si rimpiccioliscono, le pareti che si attorcigliano e siamo stanchi nel saper che i problemi andranno risolti e, forse, non vedremo il mare. Perché domani la vita sarà diversa e non certa. 

Sappiamo solo che non sarà uguale. 

I “no” e i divieti sono diventati parti importanti del vivere. Sono diventati strumenti operativi del vivere quotidiano. 

Essi sono solo delle sezioni di una totalità in cui deve prevalere la potenza della positività dei “sì”. Sono le risposte affermative che daranno senso alle azioni. L’avverbio affermativo sarà un’intercapedine spaziale posto nei pressi dei gesti di una piacevolezza che affiora. Sarà il tono grave entro cui far gravitare la possibilità del fare. Nell’omografia indistinta di due lettere, il sì sarà la riflessione pronominale di una nota diversa e distinta. La positività è l’inclinazione perfetta da cui pendere. Saranno gli accenti a fare la differenza, usciremo da una sala di attesa fatta di fili e trapezi per equilibristi del tempo presente. Ci penzoleremo sotto un tendone di luci colorate appositamente addobbate, nel riflesso del sì si schiuderà la vita di abili acrobati che sono pronti a saltare nel vuoto per aggrapparsi al piacere per conquistare la felicità.

Fase due, tra affermazioni e divieti

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